Testimonianze e racconti dei viaggiatori
Sentivo risuonare in me le parole di Moravia: "perchè l'Africa è bella?"
Ora che è passato qualche giorno dal rientro a casa posso provare a esprimere la gioia per l'enorme regalo che è stato per me questo viaggio in Senegal.
Grazie a tutte le persone incontrate, primo tra tutti Alex, per la vitalità e il calore con cui ci si avvicina vicendevolmente in terra africana, e che mi ha fatto sentire così spiazzata e confusa al rientro a Genova.
Gioia dunque, ma anche turbamento per le profonde contraddizioni che questo nostro strano mondo porta in sé e di cui abbiamo bisogno di imparare a reggere il peso e la consapevolezza.
Il contatto umano, spontaneo ed immediato, ma anche profondo e reciproco, come quando si è bambini, è ciò che più mi ha toccato il cuore, insieme all'impatto con una natura potente ed esplicita, che ti fa sentire un piccolo essere in balia di forze numinose che senti di dover prima di tutto rispettare.
Uno degli eventi magici che non dimenticherò mai è stato entrare nel ventre del baobab millenario… mai più avrei pensato fosse possibile! E mentre provavo lo stesso sacro rispetto che provi dentro una maestosa cattedrale, sentivo risuonare in me le parole di Moravia: "Perché l'Africa è bella? Perché è il luogo della terra nel quale la natura ha eretto a se stessa un monumento"
E' proprio così: un monumento della natura alla natura!
L'ingresso nella pouponnière, (nome assai più bello del nostro "orfanotrofio"!) di M'Bour è stato un altro di quei momenti forti, indimenticabili, che ha lasciato in me un sospeso, una sorta di appuntamento imperdibile…
E poi ancora mille immagini e sensazioni vagano disordinate nel mio cuore e nella mia mente:
la terra rossa come il fuoco, la spiaggia deserta di fronte all'oceano cosparsa di granchi che corrono, quegli occhi bellissimi nel cui sguardo senza confini mi sono smarrita ripetute volte, il traffico soffocante di Dakar e M'Bake che danza guidando con la musica a tutto volume, quell'incredibile modo di "abbaiarsi" di tutto in wolof per poi scoppiare a ridere di cuore, il corpo possente di Martine che mi abbraccia sulla spiaggia, gli occhi furbetti di El Hadji che aspetta il suo cavallo fantastico, il guardiano della Maison des Esclave che racconta quel terribile pezzo di storia come stesse accadendo ora, gli innumerevoli bambini che ti prendono per mano ovunque e in qualunque momento come a ricordarti la fiducia che ci si può regalare tra umani, quel sogno stupendo che mi ha svegliata in cui anche i bianchi facevano figli neri, il thè fumante che scende come una cascata improbabile nel minuscolo bicchiere senza che ne vada persa una goccia, le conchiglie bianchissime che ricoprono tutto anche le tombe nella città natale del grande Senghor, …e poi ovunque quei meravigliosi corpi danzanti, giovani e vecchi, ad un ritmo ancestrale che pulsa dal cuore e che mi fa desiderare di nascere africana… la prossima volta….
Agnese Galotti, Genova
IL CALORE DELLA GENTE
Per il sottoscritto è stata una esperienza bellissima, forte e vissuta intensamente. L'impatto iniziale non è stato facilissimo, soprattutto appena usciti dall'aereoporto a Dakar di notte, ma già del secondo giorno tutto era cambiato.
Merito questo da attribuire ad Alex e Cico (soprattutto ad Alex), che mi hanno subito fatto sentire a mio agio, parte di una famiglia, porterò sempre un ricordo bellissimo di loro e mi mancano veramente tanto.
Devo dire che ho avuto anche la fortuna di viaggiare con un bel gruppo di persone, variegato e allegro, molti di questi continuo a sentirli e vederli, segno che si è creata una sincera amicizia.
Ma vorrei parlare soprattutto del Senegal e della sua gente. Ci avevi già anticipato qualcosa nelle tue mail, ma devo dire che tutto è andato oltre alle mie aspettative.
Dal secondo giorno, quando al matrimonio ho conoscuto Omar che vive in Italia ed è passato pure dal mio paese: Carugate (piccolo il mondo), fino alle persone che ho conosciuto a Mbour (e gli incontri fatti durante le escursioni), non saprei trovare le parole giuste per descrivere il calore e la cordialità della gente.
Certo a volte ci mettono anche troppo calore, soprattutto se vogliono venderti qualcosa, ma a parte questo, ti senti sempre ben accolto dalle persone. Questo viaggio ci ha dato l'opportunità di interagire con tantissime persone, e questo è sicuramente uno dei pregi più grandi di questa esperienza.
Non cambierei niente del viaggio fatto in Senegal, dal mio punto di vista è stato fantastico, e il fatto che ancora in questi giorni ci penso e vorrei essere là, è segno che mi ha lasciato veramente tanto...
Vorrei tanto che questa esperienza non finisca qui, e mi piacerebbe tanto poter continuare a contribuire nel mio piccolo a fare qualcosa per il Senegal e anche per questo mi piacerebbe rincontrarvi.
Gianluca Montrasio, Carugate
DEDIZIONE, PROFESSIONALITA', AFFETTO
E' stata la mia prima esperienza di turismo solidale e responsabile. Solitamente lascio trascorrere un po' di tempo prima di rievocare persone, culture e luoghi verso cui mi sono solo avvicinato per poterli comprendere pienamente con il rischio di cogliere solo le differenze che ci separano. Abituato a vivere da solo ho avvertito spesso la senzazione di sprecare in qualche modo questi anni dedicando le energie a soddisfare solo le mie esigenze. Per cui ho apprezzato maggiormente la dedizione delle persone che operano nelle associazione incontrate: dai giornalisti della radio "Oxi-Jeune portavoce e riferimento di tutte le comunità locali all'impegno degli insegnanti delle scuole materna ed elementare di Pikine; dalle straodinarie risorse umane ed artistiche dei portatori di handicap alla professionalità ed affetto profuso dagli operatori dell'asilo nido di Mbour. Li ammiro!
Non sono, invece, riuscito ad apprezzare alcune località turistiche in quanto ho notato che la presenza dei turisti ha tolto spontaneità e genuinità alle persone e ai luoghi visitati. Momenti indimenticabili li ho vissuti a Joal al rientro dei pescatori: l'umanità di quei volti arricchita dalla pacatezza e fierezza del loro portamento sono stati frammenti di vita vera, evocativa di tempi remoti. Quelle immagini mi hanno regalato l'incanto di rivivere una scena di mille, duemila anni fa.
Beppino Cedolini, Udine
Non ho ancora trovato l'aggettivo giusto per definire in una sola parola le vacanze appena trascorse con Alex e gli altri...Bellissime! Fantastiche! Divertenti! Insomma indescrivibili!!!
Le mie aspettative sono state superate alla grande!! Ho conosciuto gente che spero tanto di poter rivedere un giorno. Non c'é stato un solo momento del quale io non abbia approffittato di essere in Senegal e ora la mia vita mi sembra cosi' futile in Svizzera.
Appena posso invio delle foto di questa magnifica esperienza che mi ha cambiata e che mi ha dato tanta tanta serenità... non vi ringrazierò mai abbastanza.
Tiziana Cerutti, Svizzera

IL PRIMO VIAGGIO
Nel lontano 2001 partimmo in quattro, compreso Alex, una piccola delegazione per analizzare i bisogni della popolazione locale, proporre azioni concrete di supporto e ottenere l'appoggio delle autorità. Fu una missione intensa e indimenticabile, ricordo gli incontri all'aperto, all'ombra di qualche albero, riuniti con i volontari di Jant-Bi e altre persone desiderose di partecipare. In quei giorni nacque il progetto di alfabetizzazione scolastica delle bambine della scuola di Pikine. Ricordo lo straordinario calore ed entusiasmo degli abitanti del quartiere nell'accogliere Alex e noi, suoi amici, che, con grande rispetto e umiltà, desideravamo conoscere e possibilmente portare un contributo a una realtà affascinante ma anche problematica. Da allora non ho mai smesso di collaborare con ChiAma il Senegal e di supportare scolasticamente le bambine di Pikine. Sono felice che molte di loro abbiano trovato il loro posto nella vita soprattutto grazie al nostro progetto.
Barbara Cimatti, Bologna
LA BELLEZZA ... SUPERBA!
Ho visto donne, uomini, dalla bellezza superba
Ho visto gente che ti accoglie sempre con un sorriso
Ho visto bimbi spaventati dai leoni danzanti
Ho visto crudeli mura che imprigionavano gli schiavi neri
Ho visto uomini sudati che trainavano arcaici aratri
Ho visto un giovane griot ammaliare al suono della sua Kora
Ho visto capi-villaggio emozionarsi all'arrivo della prima pioggia
Ho visto la soddisfazione e la fatica dei volontari "a tempo pieno"
Ho visto la saggezza negli occhi di certi anziani
Ho visto mercati brulicanti di colori sgargianti
Ho visto e assaggiato pietanze squisite
Ho visto carri e cavalli inabissarsi in un mare nero per caricare il pesce
Ho fatto un viaggio superbo! Grazie!!
Giovanna Marrone, Milano
Un viaggio pieno... di accoglienza!
Non sono scomparse le immagini e tutte le sensazioni che hanno arricchito la nostra esperienza del mondo. Per me almeno, che mai prima avevo visitato l'Africa nera, malgrado tutti i limiti di un contatto inevitabilmente breve, è stato un viaggio molto "pieno".
Senza alcun dubbio, i momenti che ho trovato più intensi sono stati quelli della visita a Pikine, dove abbiamo potuto avere un contatto con la realtà della periferia di queste metropoli del Sud: dove non ci sono solo povertà e degrado ambientale, ma anche voglia di fare, di superare le difficoltà del vivere quotidiano attraverso forme di auto-organizzazione veramente ammirevoli data la scarsità dei mezzi. Nonostante il rilievo da loro dato al nostro aiuto, ho però trovato anche molta dignità in questa comunità. La stessa che abbiamo poi trovato nel centro professionale per portatori di handicap a Mbour, dove non abbiamo trovato affatto "miserie umane" ma l'accoglienza di persone che attendevano tranquillamente al proprio lavoro e che mi ha veramente commosso (e poi quell'eccezionale spettacolo di danza!!!).
Un'altra cosa che ci ha colpito, a Pikine, è stata la straordinaria "calma" dei bambini della scuola materna - confrontata all'agitazione dei nostri. La mia ipotesi è che sia dovuta soprattutto all'educazione: evidentemente in questa società - così giovane - c'è ancora un rispetto per gli adulti e soprattutto per gli anziani, emerso anche da altri episodi, che i nostri bambini viziati non hanno più. Non lo dico con nostalgia (perché non credo certo in un ordine sociale "naturale" cui dovremmo ritornare...); ho però ricevuto l'impressione di una società "sana" - al di là dei suoi problemi - che non conosce il degrado dei rapporti umani che è invece tipica di molte nostre periferie. Un'altra cosa bellissima è che la nostra visita a Pikine è stata appena dopo la notte in cui abbiamo potuto seguire - fuori programma - il concerto di Youssou Ndour. Concerto a parte - prevedibilmente molto intenso - l'esperienza è stata eccezionale poiché siamo venuti a contatto, a distanza ravvicinata, con "l'altro Senegal", quello che forse da occidentali non ci si aspetta di vedere, quello della minoranza ricca. La sensazione per me è stata duplice: da un lato una sorta di compiacimento per la contemplazione di un mondo tutt'altro che sottosviluppato: anzi, per dirla con Giovanna, di fronte a questa gente giovane, bella e in tenuta di gala, ci siamo sentiti veramente dei "poveri bianchi!"; dall'altro la percezione diretta (lo sappiamo, ma finché non lo vediamo...) delle spaventose disuguaglianze sociali che ci sono nel sud del mondo fra i pochi benestanti e gli altri. Consiglierei anzi agli organizzatori di inserire direttamente nel programma dei prossimi viaggi una "tappa" in questa società ricca... e con questo suggerimento concludo il mio piccolo contributo alle considerazioni del dopo-viaggio. A presto!
Marco di Paolo, Bergamo
SENEGAL...soprattutto umanità
Descrivere in poche righe le emozioni, l'amore, la gioia di vivere, la fratellanza,la sofferenza, la conoscenza, la bellezza, la fierezza, la simpatia, la tenerezza, la musicalità, e tanto tanto ancora è sicuramente impossibile. Bisogna viverlo questo viaggio, non si può descrivere bene cosa c'è sotto il mare se non lo si guarda con i propri occhi dopo essersi immersi, così bisogna andare in Senegal , immergersi , lasciarsi trasportare, non avere paura di sperimentare, crescere giorno dopo giorno, emozione dopo emozione, senza compromessi, senza paure. Il Senegal oltre alle sue innumerevoli bellezze è soprattutto umanità, chi va in Senegal e si chiude in un villaggio turistico non potrà mai conoscere il Senegal , l'umanità che ti resterà dentro al rientro in Europa ti farà avere una visione della vita più ampia , più completa , semplicemente più umana.
Nino Cucè e Annalisa, Milano

L'AFRICA IN PIEDI ...
Be... che bello è stato questo viaggio con voi in questa GRANDE Africa... forse dico QUESTA e non QUELLA, perchè è diventata un pò + vicina, forse un pò anche nostra... sarà stato sicuramente merito di quel clima di accoglienza e ospitalità che ci ha fatto proprio sentire come tra amici... ricordo a pikine alla festa della scuola, circondati da bimbi... come tra amici... che BELLO!
che grande questo SENEGAL... ho continuamente in mente il ricordo di quei maestosi baobab e penso a quel disegno nel libriccino del piccolo principe, quei 3 soli baobab che facevano scoppiare il suo piccolo pianeta... continuamente quando eravamo in Senegal pensavo:... cosa racconterò quando torno ai miei amici... racconterò di quell'Africa in piedi che ci ha illustrato "Chiama l'Africa" o delle sue difficoltà...??
Avevo questi 2 pensieri sulla bilancia... ammetto che con i miei occhietti da occidentale, al ritorno da Dakar quando siamo tornati dal museo dell'africa nera, vedere tutta quella gente così accalcata cercare di vendere ad ogni costo qual'cosa... e quei ragazzi chiederci qualche sefa... be, rileggendo il mio diario di quella sera mi ero chiesto... "SI va bene l'Africa in piedi, ma quei bimbi non potevano stare da qualche altra parte"... so che non è corretto, ma pensai che quei bimbi dovevano essere forse a giocare... be, nei giorni successivi i nostri grandi Alex, Mbacke, Cher ci hanno fatto prendere per mano da quella bellissima Africa in piedi, che ogni giorno si sorride, si aiuta e AMA LA VITA... hai proprio ragione Barbara, quante cose avremmo da imparare... vi ringrazio ancora x avermi accompagnato sull'isola di Goreè... ho fatto 2 conti... sono cica 8 anni che aspettavo di vederla e sapevo sarebbe stato emozionante... ma... lo è stato ancora di più... il racconto di Alex e Chico poi, "sull'organizzazione" del piano terra della maison des esclaves, con "il luogo" dei bimbi staccato dalle carezze delle loro madri e le madri staccate dal pianto dei loro piccini... scusate ma penso di non essere in grado di mettere insieme qualche stupida riga su questo... davvero una grande esperienza ci avete regalato... pikine, l'asilo, jant bi, radio oxyjeunes, la pouponnierè... ci sarebbe da scrivere x giorni.
1 abbraccio e 1 ringraziamento davvero affettuoso a tutti!
Andrea Terraneo
UN PAESE PIENO DI GIOIA
Un paese affascinante
del quale non puoi che rimanere colpita....
dalla gente, dalla storia, dalla tradizione, dalla gioia di vivere
il Senegal per me è tutto questo,
Un paese pieno di gioia, di tradizioni e di storia
Un paese del quale mi sono innamorata
Un paese che ha tanto da insegnare e che mi ha dato tanto!
Grazie di cuore per questa opportunità
è veramente unica e speciale.
Sandra Baldassarri, Imola

E' veramente bello vedere apparire nella casella di posta elettronica i messaggi dei compagni di viaggio senegalesi. Ognuno con la voglia di ricordare e trasmettere un punto di vista diverso di questa bella esperienza che abbiamo condiviso. Grazie a tutti!
Vi mando un altro po' di fotografie nella speranza di contrastare l'abbassamento della colonnina di mercurio... se proprio non quella quella esterna almeno quella dell'anima.
Roger Louis Bergonzoli
QUANTE COSE AVREMMO DA IMPARARE
Che bello!
Ragazzi, leggere le vostre opinioni e sensazioni mi fa un gran bene! Continuo a sentire vivide tutte le emozioni di questo viaggio.
Sarà il mal d'Africa? Ogni tanto riprendo le foto e mi incanto con aria sognante ... ormai in ufficio sono definitivamente tutti convinti della mia instabilità mentale!
Comunque, anche secondo me, la danza al centro di formazione è stato uno dei momenti più emozionanti!
La sensazione più bella che mi porto dietro da questo viaggio è il calore dell'accoglienza che tutte le persone che abbiamo incontrato ci hanno riservato! Noi spesso siamo troppo presi dai nostri impegni e da noi stessi per accorgerci degli altri; loro riescono sempre e comunque a trovare il tempo ed il modo di dedicare attenzione a chi incontrano ... anche solo con un sorriso o con una stretta di mano (alla senegalese ovviamente!) Un'altra cosa che mi ha colpito molto positivamente è il valore dato alla famiglia: un legame strettissimo! ... quante cose avremmo da imparare!
Barbara Amadio
BAMBINI DI PIKINE...
Che dire al ritorno da un viaggio in Senegal?
E' difficile spiegare a parole cosa ti possa lasciare nel cuore questo paese... i ricordi si sovrappongono e si rincorrono nella mia mente... e la nostalgia è forte... mi mancano i colori, il rosso della terra d'Africa e il blu del mare, mi mancano i sorrisi della gente, vero e proprio emblema della teranga senegalese, mi manca il sapore del tè, intenso e lungo da scoprire, mi manca la musica, vitale e travolgente... mi sembra ancora di sentire le voci dei bambini, le loro risate, di vedere i loro occhi, di sentire le loro piccole mani intente a rifarmi le treccine... l'Africa mi è entrata dentro e mi ha presa per mano, come i bambini di Pikine... per sempre."
Elena Ceccarelli, Pisa
QUELLO CHE HO PERSO ...
In ogni parte del mondo in cui vado perdo qualcosa:
magliette, asciugamani, saponette.
Quest'anno in Senegal
ho perso la mia lucidità
per le strade di Dakar,
ho perso la mia anima
quando conoscevo nuove persone,
ho perso tutti i miei sospiri nel deserto
ed il mio cuore a Pikine...
non vedo l'ora di riandarli a cercare!
Giacomo Sanesi, Roma

UNA RETE DI AMICI
Un'esperienza di questo tipo contribuisce ad acquisire consapevolezza degli enormi squilibri esistenti tra Nord e Sud del mondo e permette un lavoro introspettivo - personale e di gruppo - al punto che, spesso, dopo il viaggio, si sono creati piccoli gruppi che autonomamente appoggiano progetti di solidarietà.
Per esempio i partecipanti alle varie edizioni dei viaggi in Senegal di Chiama l'Africa hanno costituito una rete ("Amici di Jant-Bi") che lavora per dare continuità all'esperienza del viaggio e del sostegno all'associazione senegalese anche dopo il rientro.
Giada Felicelli, Genova

RICORDO ... IN RIME
Ricordo lo sguardo di un dolce bambino,
colori esaltati del mare al mattino.
Il fondo incantato di un lago che è rosa,
il canto di un uomo: un inno a ogni cosa.
Deserto e baobab tra dune e sentieri,
dinanzi ai tubab di oggi e di ieri.
E per chi in fondo al cuore ha delle questioni,
è questo il paese delle soluzioni.
Amore e sorrisi ci hanno ammaliati,
movenze e tam tam ci han divertiti.
Un GRAZIE di cuore ai tanti africani,
che verso di noi han teso le mani!
Assunta Fonte, Crotone

COGLIERE IL LATO PIU' VERO
Un turbinio di voci e di suoni, di colori e di odori, di gente che viene e che va, di paesaggi di estrema bellezza, di sensazioni contrastanti.
Il fascino dell'Africa rimane impresso in modo indelebile anche una volta tornati a casa, i pensieri volano verso quella terra ormai lontana e verso le persone incontrate lungo il cammino.
Un' intensa esperienza per cogliere il lato più vero ed umano del Senegal, cercando di afferrare un altro tassello di quell'immenso mosaico di lingue, genti e risorse che è l'Africa oggi.
Chiara Molinatto, Torino

